02-12-2009
VERME~ROBOTS: Recensione su Vocialternative.com >>> leggi tutto
Crawling in the rush hour è l’album di debutto dei
Verme Robots, band salernitana che ha preso forma dall’unione di
Francesco Tedesco ( batterista dei Da’namaste altra band salernitana),
Antonio Senesi (voce e chitarra dei Crawler) e Pasquale Aliberti
(Bassista degli Underscore). Il sound del gruppo si distacca dalla
miscela di crossover e metal tipica dei Crawler, per accedere ad un
sound più diretto e spesso ricoperto da molteplici sfumature; infatti
tra le novità che quest’album ci propone c’è sicuramente un forte
sperimentalismo che notiamo in tutte le dieci tracce dell’album, che
hanno colori variegati ma sullo sfondo un’anima sempre rock. Dietro le
varie tinte dei brani di “Crawling in the rush hour” c’è stato
sicuramente un gran lavoro coadiuvato dall’esperienza decennale dei
membri della band. Nell’album ci sono pezzi che danno maggiori spunti
melodici quali:”Psycho City” e “New Skin” in quest’ultimo però
l’atmosfera diviene più psichedelica, la canzone nella quale la
melodicità vince unendosi anche con toni più intimi è sicuramente
“Emotive”, tutto ciò ovviamente va tradotto sempre nella sfera rock in
cui il gruppo si manifesta. L’album vede anche la partecipazione di
Teresa Tedesco (cantante dei Da’namaste) nella traccia “Change”
inseritasi molto bene in un contesto rock non proprio suo in quanto si
dirige meno verso l’indie e più verso il metal; infatti dall’album
traspare che i pezzi: “Frenetic Quite” ,“ Full Shock” e “The Animal”
rappresentano quella che è la vera anima della band in un sound
rabbioso che si impone tramite il metal rock con gli immancabili e
ruggenti growl di Antonio Senesi. “Bad Finger” chiude il disco con
impulsi progressive presenti a sprazzi anche in brani precedenti;
insomma i Verme Robots hanno composto un cd robusto e piacevole da
ascoltare, ma il quale non porta nulla di nuovo nonostante il forte
sperimentalismo, ciò viene denotato dall’utilizzo di crossover anche se
mai in maniera eccessiva. Col lancio del disco segue un lungo elenco di
eventi live in tutta Italia a cui il gruppo parteciperà, l’uscita
dell’album è dovuta alla nuova etichetta indipendente salernitana I
make records, mentre la distribuzione a livello nazionale è affidata
alla CNI music di Roma; l’inglese è la lingua con cui i Verme Robots
hanno inciso questa loro prima opera, sarebbe però interessante vedere
come in italiano oppure in un dialetto nostrano potrebbero mostrarsi
nuove sfaccettature di questo new-metal.











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